Ebbene sì, Kaiba e` un capolavoro

d0200188Ne avevo gia` parlato brevemente un po` di tempo fa, ieri ho noleggiato e rivisto i primi tre episodi di Kaiba, anime realizzato dalla Madhouse e diretto da Masaaki Yuasa con un eccezionale character design di Nobutaka Ito.  La prima puntata si apre con il protagonista che si risveglia dickianamente senza sapere chi e dove sia, con un buco nel petto ad altezza del cuore e come unico indizio del suo passato un ciondolo dove c`e` l`immagine di una ragazza. Strani esseri lo rincorrono attraverso deliranti locali e cunicoli tondeggianti color pastello, un paesaggio che sembra l`alterazione psilocibinica di Siamo fatti cosi`. Siamo in un mondo dove le memorie (e la coscienza?) delle persone sono contenute in un chip che sta in cima alla testa, spostandolo si puo` quindi cambiare corpo, per di piu`  i cattivi ricordi possono essere cancellati e nuovi piu` piacevoli venir installati. Ma questi privilegi sono solo per i piu` ricchi, chi cioe` puo` permetterselo. Gli altri devono accontentarsi di corpi minori, secondari, di seconda mano oppure della morte, della disintegrazione del corpo, dopo la quale, con un invenzione degna del piu` ispirato Topor, delle minuscole uova d`orate che contengono le memorie, galleggiando nell`aria vanno a disperdersi nell`universo.  Kaiba, il protagonista, con l`aiuto di un gruppo di Resistenza, fugge da persone che lo vogliono terminare-uccidere e viene trasferito nel corpo di un enorme pupazzo a forma di ippopotamo bianco. Da qui inizia la sua avventura nello spazio profondo a bordo di una astronave che lo porta a visitare vari pianeti (evidente citazione di Galaxy Express 999 di Leiji Matsumoto) dove cerca di risolvere il mistero della sua identita`e di capire chi e` la ragazza raffigurata nel ciondolo.

20080503112344Fin qui niente di particolarmente nuovo, una bella storia, idee molto interessanti che provano a sondare il ganglio memoria-coscienza-corpo, ma niente di eccessivamente originale. La vera genialita` sta nel modo in cui il bravo Yuasa ed il team della Madhouse realizza questo universo fantasmagorico, personaggi che sembrano (sono?) pupazzetti, la surrealta` e la carica poetica di molte scene, i filtri colorati usati per la descrizione di ambienti diversi, il gusto retro` dichiaratamente ispirato alle figure del maestro Osamu Tazuka, una certa dose di lisergia soprattutto nelle scene di sesso, insomma Kaiba e` prima di tutto la creazione di un poetico mondo-balocco che non ha precedenti nell`animazione.

Mi sono rivisto le prime tre puntate letteralmente a bocca aperta, colpito da stupore infantile, novello bambino davanti ad un gigante lecca lecca rosa con spirale bianca.

Seguiranno riflessioni sugli altri episodi

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11 Comments

  1. Molto particolare a livello estetico. Sostanzialmente, direi una SF di impianto e concezione moderna inserita in una cornice da animazione classica giapponese.

  2. si, pero` a cio` che dici tu io aggiungerei che ha qualcosa di follemente fuori dalle righe e di testa, silenzi lunghissimi disegni ecessivi in tutto e poi l`ippopotamo bianco gommoso con la sua espressione di stupefazione….piu` lo guardo e piu` mi sorprende…..

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