«The Rebirth of Buddha», Buddha risorge dentro le anime?

Posto l`articolo uscito su Il Manifesto del 27 ottobre:

Buddha risorge dentro le anime
Nelle sale nipponiche è uscito «The Rebirth of Buddha», film d’animazione con sfondo di proselitismo religioso, voluto e prodotto da una delle nuove sette che popolano il Sol Levante: Kofuku-no-Kagaku (Happy Science). Una teenager sconfigge il demonio e aiuta il grande «guru» a manifestarsi per riportare la pace perduta. Una storia a tesi, priva di accattivanti simbologie sul sacro
Matteo Boscarol
TOKYO
Nel 1945 usciva nelle sale giapponesi, prodotto dalla Shochiku e per volere della marina nipponica, il primo lungometraggio giapponese, Momotaro: Umi no Shinpei, film dichiaratamente di propaganda militare scritto e diretto da Mitsuyo Seo. Sono passati più di sessant’anni da quella data e l’animazione del Sol Levante si è guadagnata in questo lasso di tempo, un posto importante fra le arti di questa contemporaneità di inizio terzo millennio, attraversando un’ampia varietà di stili e di temi.
Mancava all’appello un film animato di propaganda, o meglio proselitismo, religioso e questo «buco», di cui nessuno sentiva in verità la mancanza, è stato colmato la scorsa settimana quando nelle sale di tutto il Giappone è uscito Buddha Seinen (The Rebirth of Buddha) voluto e prodotto da una delle nuove sette che popolano il paese del Sol Levante e precisamente quella denominata Kofuku-no-Kagaku (Happy Science).
Il gruppo non è in realtà nuovo a progetti del genere, negli anni passati aveva infatti finanziato tre film che, come quest’ultimo, sono tratti da scritti del suo fondatore Ryuho Okawa. Animazioni con queste finalità se ne erano viste già alcune, soprattutto prodotte dalla Soka Gakkai e per quanto riguarda il mondo dei manga le pubblicazioni di questo genere sembrano essere moltissime. Ciò che rappresenta la novità in questo caso è il fatto che The Rebirth of Buddha gode di una distribuzione da film di Hollywood e, cosa ancora più impensabile, che al primo weekend di proiezioni era al secondo posto del box office giapponese.
Cosa ancora più strana, a cui abbiamo assistito alla proiezione, è che la quasi totalità del pubblico era formato dalle cosiddette obasan, le signore di mezza età, di solito l’ultima tipologia di spettatori per l’animazione. Evidentemente un lavoro di distribuzione gratuita o di acquisto «forzatamente volontario» dei biglietti (molto popolare fra le compagnie giapponesi) è stata messa in atto da Happy Science. Sta di fatto che in rete si sono susseguiti i commenti di chi sminuiva la cosa negando la volontà di proselitismo del progetto, definandolo solo un altro anime fra i tanti altri. Eppure su questo punto non vi sono dubbi: il film è totalmente ed integralmente un film di proselitismo religioso, senza che in questa definizione vi sia niente di negativo. Non vogliamo qui criticare il desiderio o la possibilità di diffondere le proprie idee quant’anche esse non siano condivisibili; quel che ci preme fare in questa sede è però mettere in luce ed analizzare la pochezza dell’opera.

the_rebirth_of_buddha
La storia si svolge ai nostri giorni, quando la Terra entra in un periodo di oscurità e decadenza con l’arrivo, sotto smentite spoglie, del diavolo nel nostro mondo e la conseguente attesa per l’avvento/rinascita del Buddha che verrà a salvare e riportare sulla retta via il genere umano. Tutto questo si intreccia con la storia di una ragazzina che improvvisamente comincia a percepire e vedere gli spiriti maligni che gravano attorno alle persone. Il diavolo usa la persona fisica di un sedicente santone a capo di una setta, per spacciarsi come il vero e nuovo Buddha, ma grazie anche all’intervento della stessa teenager il vero Buddha riuscirà a manifestarsi nello scontro finale con il demonio in uno stadio di baseball dove naturalmente avrà la meglio diffondendo la luce e parole di pace su tutto il Giappone.
Raccontata così sembra una puntata poco riuscita di Dragonball ed è purtroppo la verità. Senza un briciolo di ironia e con molta pomposità il film è realizzato in una maniera così piatta che forse ere meglio fare delle letture del libro a cui si ispira in giro per il Giappone. Inoltre, ed è forse questo il difetto più grosso del film, c’è un grado di semplificazione da far impallidire Hollywood, buoni contro cattivi, i primi lucenti e puri nell’aspetto, i secondi grigi in viso e sempre in penombra. Fa riflettere il fatto che il vero Buddha sia rappresentato con tratti occidentali e vestito in un moderno completo bianco mentre il diavolo che si rivela nel finale abbia palesemente dei tratti orientali e indossi un vestito dal taglio tradizionale. Facile sarebbe criticare il film e l’ideologia che sta dietro a esso da un punto di vista ateo, ciò che è più grave e che l’operazione danneggia paradossalmente sia la setta stessa, probabilmente mossa da sinceri ideali, sia tutti coloro che sono interessanti in modo serio alle manifestazioni del sacro, anche nella settima arte. In questo senso la mancanza di qualsivoglia simbologia ne fa un’ opera, proprio dal punto di vista del sacro, completamente dozzinale e deprecabile, non si pretendeva certo di raggiungere il grado immaginale delle opere di Tarkovskij o dell’Oshii più ispirato, ma per lo meno una complessità alla Evangelion, tanto per rimanere nell’animazione, poteva essere tentata.
All’uscita dalla sala, potremmo forse sbagliarci, ma ci è parso di vedere un signore del gruppo fare cenni di assenso col capo nei confronti degli spettatori. Li attendeva, in caso qualcuno avesse voluto approfittare dell’occasione e interessarsi a Happy Science. Forse aveva ragione Aurobindo quando diceva (parafrasiamo) che i nuovi movimenti religiosi anche quelli apparentemente meno condivisibili sono la testimonianza di un cambio di paradigma, di un evoluzione, però inquesto caso l’unica esperienza salvifica è stata quella di uscire dal cinema.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s