Il ritorno di Yuasa il delirante

Qualche considerazione in forma di delirio sul delirante Yuasa in prosa sgrammaticata e deformata quasi bernhardiana:
Yojō-Han Shinwa TaikeiA due anni di distanza dallo splendido Kaiba, forse la sua vetta artistica fino ad ora, ritorna il tocco genialmente folle e dissipatorio del regista Yuasa Masaaki che, ancora una volta con la Madhouse, realizza una serie animata di 11 episodi, Yojō-Han Shinwa Taikei (The Tatami Galaxy). Libero adattamento da un romanzo di Morimi Tomihiko, la storia si incentra, anzi si decentra, sui ricordi apparentemente confusi ed allucinatori di un ex-studente di college. La serie non si e` ancora conclusa quindi per una analisi del plot vi rimando a sucessivi post oppure agli amici wikipediani. Cio` che mi preme rimarcare ora e` che il Topor giapponese (questo il nick name con cui gli rendo grazia) si rivela ancora una volta nel suo eccesso di immaginazione, da intendere piu` che mai nel senso letterale. Considerando cioe` con sommo stupore come i flussi che partono o molto piu` probabilmente attraversano Yuasa ed i suoi collaboratori riescano a debordare qualsiasi stile, qualsiasi stuttura/blocco. Il character design fulminante e come tagliato con una scure di fiori (diYusuke Nakamura), le scene cosi` tipiche del nostro in cui i colori come in un arcobaleno elettronico si succedono nei persoonaggi per dare risalto ad un momento importante e di rottura, e non ultima la demoniaca paura che suscitano alcune figure (si ricordi qui almeno l`incontro nel primo episodio con il ragazzaccio di cui adesso mi sfugge il nome) sono tutti lembi di quella girandola in forma di animazione che il vento della pazzia di Yuasa e compagni riesce a far roteare nei nostri occhi e nelle nostre menti.

 Yojō-Han Shinwa TaikeiE questo anche grazie ad una sapiente miscela fra 3D, animazione convenzionale e sfondi da live action. Mi preme sottolineare che siamo di fronte ad un autore che riesce con il suo stile a scatti, irriverente e naturalmente anche brutto ad indebolire o meglio ad ampliare il nostro (vostro?) senso dell`individuo, in tutta la produzione del nostro Topor giapponese (anche indipendentemente da plot ed intrecci vari) cio` che si percepisce e che si intravede e` un soggetto, non piu` assoggettato ma getto continuo che sfonda e passa oltre.

Ci risentiremo a serie conclusa (o quando avro` tempo di vederla, e` cominciata il 22 aprile sulla Fuji TV all`interno del contenitore notturno, 24.45  – 25.15 giovedi`, per una riflessione piu` articolata sull`intero opus di quello che ritengo uno dei 2 o 3 registi giapponesi (non solo relativi all`animazione) piu` interessanti in assoluto.

La serie ha anche  delle ottime musiche, qui quella finale, tutti gli episodi si posso vedere li` a destra….

baibaikin

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7 Comments

    1. soprattutto con un lavoro che mantiene si` le sue ossessioni e i suoi tic stilistici, ma con cui riesce ancor auna volta ad esplorare nuove zone dell`animazione….

  1. Ne ho visto solo una puntata ed in una sera che non ero particolarmente al meglio. Cosi’, come prima impressione mi pare pero’ meno brillante e meno strutturalmente originale dell’altro (fondamentalmente mi sembra rientri nel filone di alcuni anime recenti come Zetsubo o Bakemonogatari dove si gioca molto sulla coreografia e sui monologhi lunghi). Uhm, devo guardalo con piu’ calma…

      1. Si’, l’ho capito ^^
        Forse il problema sta nel fatto che Yojō-Han e’ un prodotto con intenti molto piu’ commerciali di quanto fosse Yaiba, che invece era totalmente sperimentale.

  2. oddio, ho visto solo alcuni episodi ma a prima vista mi sembrava piu` sperimentale Yojō-Han…che stia invecchiando? ^^ forse vedo poca altra animazione (a parte quella la domenica mattina con le figlie) quindi non ho piu` il polso della situazione….

  3. Se ti capita, dai un’ occhiata ai due citati: Zetsubo e Bakemonogatari. Soprattutto, mi pare abbia delle similitudini parecchio accentuate con il secondo (anche per quel che riguarda il protagonista e in altri punti). Ma resta una mia opinione personale.

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